Settimana a Mafiopoli di 40 in fila per sei col resto di 2: 40 gli anni rifilati, 6 i boss pisellati, il resto di 2 è di resto bum bum.
A Palermo 6 presunti appartenenti alla famiglia mafiosa di Carini (che non vuol dire per forza simpatici) sono stati condannati. Le condanne riguardano Antonino Pipitone (7 anni e 8 mesi), il padre Angelo Antonino Pipitone e lo zio Vincenzo Pipitone che hanno avuto sei anni a testa così come i fratelli Calogero e Giuseppe Passalacqua. Sei anni anche per Giulio Comello.
Nella maxi operazione “Cerbero” 37 fermi e ordinanze di custodia per i mandamenti di Brancaccio e Portanuova, nonostante tra gli arrestati ci fosse Francesco Palermo Montagna che oltre che avere 46 anni oltre che essere mafioso oltre che essere amico del boss Rotolo, raccontano che sia un ottimo bonificatore. “E’ il mago delle microspie” urlava sempre fiero Rotolo rotolante nella sua rotolante latitanza. E infatti, troppo impegnati sul tecnologico sono rimasti fregati dal buon vecchio pizzino. Arrestati gli uomini d’onore si dice abbiamo gia’ cominciato a parlare. Voci di corridoio raccontano di un Rotolo con l’umore incagliato.
Una storia triste: a Washington Victoria Gotti, figlia del super Boss John Gotti, capo dei capi della mafia americana, bionda discreta come un elefante rosa sul campanile, Victoria è costretta a vendere la sua lussuosa casa di Long Island. “Me la cavo a mala pena” ha spiegato in lacrime di coccodrillo (rosa) davanti alla villa da 5 milioni. A quanto pare suo marito Carmine Agnello che nonostante il nome e la mafiosità conclamata non è ancora stato messo allo spiedo, non le verserebbe gli alimenti. Che vergogna! urla il re ridens durante l’inaugurazione del ponte da Messina a Onna, una storia così meravigliosamente vergognosa che meriterebbe un reatity in prima serata su Beghe 4. Ma il re della disinformazione si svela disinformato: lo sceneggiato tv crescere Gotti è già stato un successo sulle reti americane. Un appuntamento quotidiano come un Kebhab farcito di soldi sporchi, mafia, tradimenti, balle e principi e principesse al ballo della mafia. Gli autori di Porta una porta stanno già chiedendo i danni. E Carmine Agnello? Dopo essere stato scarcerato e avere lasciato la Grande mela si è risposato con la figlia di Mourad Topalian, un capo storico del terrorismo armeno.
Una buona notizia! Mafiopoli esulta. Non solo il latitante Nicchi è vivo, non solo ha imparato con corso accelerato in video cassetta a scrivere la sua firma in modo leggibile, ma addirittura è riuscito con le proprie gambe e la sua gelida manina ad imbucare la lettera per nominare il suo secondo difensore per il processo Gotha. E’ incredibile hanno dichiarato le gemelle Kessler Lo Piccolo dal loro carcere con stanza matrimoniale ma con letti separati “l’avevamo lasciato insieme al Rotolo ad incollare saracinesche in via dei Mille con l’attac, e lo ritroviamo oggi dottore imparato di scrivere e imbucare”. Imbucaiolo imbucato maestro nell’imbucarsi, riferiscono le malelingue, che il Nicchi abbia preso il volo per sfuggire alla ricevuta di ritorno.
Giuseppe Raffaele Nicotra, sindaco di Aci Catena pese famoso per bolli e passaggi di proprietà, è stato nominato eroe dell’anti pizzo della settimana di mafiopoli. Come insegnano quei politici che prendono di petto i problemi per fare sponda col culo di qualcuno, il sindaco nega di essere vittima di un’estorsione e si becca un’accusa di favoreggiamento aggravato dalla DDA di Catania. Come insegna il suo partito il popolo della pubertà, se una cosa si nega non esiste e si è risolta. Al massimo se insiste si rispedisce a Malta.
A Messina nel centralissimo viale San Martino, la polizia trova negli appartamenti di Antonino, Alfredo, Giovanni, Salvatore e Franco Trovato un vero e proprio laboratorio di droga e circa un milione di euro in banconote. Durante l’ispezione, gli uomini della Squadra mobile hanno trovato in un appartamento 2 chili e mezzo di cocaina pura, 157 grammi di eroina e l’attrezzatura di una vera e propria raffineria: una pressa per il confezionamento delle dosi, ben 8 chili di sostanze da taglio, altro materiale sofisticato. Poi un letto sfatto, il frigo pieno, la tv accesa. Nell’altro appartamento dello stesso stabile, invece, gli agenti hanno rinvenuto 10 pacchi, ricolmi di banconote di vario taglio, per un totale di oltre un milione di euro, nascosti in un vano ricavato sotto un mobile fioriera.
“Non è giusto” hanno gridato in coro una parola a testa come qui quo e qua. “Il milione di euro l’abbiamo vinto al bar di sotto al mafia e vinci. E i due chili di cocaina sono la dose personale di nonna Assunta”. Bravi Bene Bum bum.
Il procuratore Centrone alla guida della direzione distrettuale antimafia dell’Umbria dichiara che alcuni processi evidenziano la presenza nella zona di camorra e boss casalesi. “Dicono” aggiunge il ministro della perversione minorile di mafiopoli “che tra poco arriverà da noi il più terribile famigerato pericoloso boss della seconda repubblica”. Qualcuno l’ha preso sotto il braccio e spiegandoli che quello era il G8 l’ha portato nelle segrete stanze del ministero di Topolinia.
Umberto Ambrosoli figlio dell’eroe borghese Giorgio, liquidatore della Banca Privata Italiana, con cui Sindona ripuliva i soldi della mafia, dichiara al Corriere della Sera che suo padre ancora oggi a Milano non avrebbe solidarietà per il suo sacrificio a servizio delle Stato. “Ambrosoli?” dichiara la sindachessa di Milano lieta ma con il parrucchino triste “con tutto il da fare che abbiamo per l’Expo non abbiamo certo bisogno delle rivendicazioni postume sindacali degli apicoltori”. E scoppia l’applauso. Grazie prego tornerò bum bum.
BIBLIOGRAFIA
- http://www.agi.it/palermo/notizie/200905131602-cro-rt11228-mafia_pizzo_nel_palermitano_40_anni_a_6_boss
- http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_12/victoria_gotti_crisi_casa_ennio_caretto_44983aaa-3f06-11de-914a-00144f02aabc.shtml
- http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=726717
- http://www.libero-news.it/adnkronos/view/116319
- http://www.agi.it/palermo/notizie/200905120924-cro-rt11020-mafia_boss_latitante_nicchi_spedisce_racomandata_da_palermo
- http://www.agi.it/palermo/notizie/200905120957-cro-rt11036-mafia_nega_pizzo_indagato_deputato_regionale_pdl
- http://www.asca.it/news-MAFIA__SEQUESTRATI_1_MLN_IN_CONTANTI_E_RAFFINERIA_DROGA-830334-ORA-.html
- http://www.agi.it/perugia/notizie/200905121526-cro-r012437-mafia_procuratore_centrone_umbria_non_piu_isola_felice

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Andrea
15. mag, 2009
Grazie!
Simone
23. mag, 2009
Ola,
come e’ che non e’ uscita la puntata della settimana?
Spero che tutto vada bene
Alla prossima.
pietro
24. mag, 2009
SOTTO L’ALBERO DI FALCONE
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Non sfugge la mobilitazione ad alto livello del governo di centro-destra per gli anniversari delle stragi mafiose specialmente per quella che oggi ricorda il martirio di Giovanni Falcone e che certamente si ripeterà il 19 luglio prossimo per Paolo Borsellino. Oltre al Presidente della Repubblica che è certamente super partes e rappresenta l’unità della nazione, erano presenti oggi a Palermo il Presidente del Senato Renato Schifani, il ministro Maroni, la ministra Gelmini, il guardasigilli Alfano. Presente anche Emma Marcegaglia che ha sottolineato l’impegno degli industriali siciliani ad espellere dall’associazione coloro che pagano il pizzo agli estortori della mafia. Tutto questo impegno segnala una tensione contro la mafia, uno Stato che non dimentica le offese sanguinose subite e che promette di continuare una lotta senza quartiere per cancellare
la funesta ed inquietante presenza dei mafiosi Ma è questa la verità, o meglio, è questa tutta la verità della situazione che stiamo vivendo mentre governa l’Italia Berlusconi?
Se esiste questo impegno così grande dello Stato nella lotta alla mafia perchè le testimonianze dei magistrati più impegnati nel fronte della lotta sono sempre più impregnate di pessimismo, sono sempre più dominate dallo sconforto e si coglie in esse un senso di solitudine e di frustrazione?
Proprio mentre a Palermo il Ministro Alfano annunzia un incrudelimento del 41 bis, il Presidente del Consiglio dei Ministri attacca la Magistratura e sollecita la sua riduzione sotto il controllo dell’esecutivo con la separazione della funzione inquirente da quella giudicante, un decreto diventato legge è assai severo verso i poveri fino a schedarne i senza tetto ed ad aumentare di un terzo le pene dei rei se migranti clandestini,. Si dà l’idea di uno Stato ossessionato dalla caccia ai migranti, ai poveri, ai lavavetro…. Disegni di legge
prossimi all’esame del Parlamento diminuiscono le garanzie e le tutele dei lavoratori in caso di licenziamento.
Non sembra esserci un rapporto tra la debordante presenza di uomini del governo e delle istituzioni attorno al simbolico albero di Falcone ed il livello di soddisfazione dei magistrati impegnati in prima linea. Ai convegni ai quali ho assistiti per la presentazione di libri o per discutere della lotta alla mafia mi è sembrato di cogliere segnali di allarme, di vero e proprio scoramento,la sensazione di persone che non avvertono una piena, forte,convinta solidarietà dello Stato alle loro spalle.
Inoltre, non si coglie un reale avvicinamento della pubblica amministrazione, delle istituzioni alle necessità dei cittadini ed un impegno alla organizzazione della vita civile più consono ed adeguato. La Regione Siciliana controllata come il Comune di palermo e come gran parte delle istituzioni siciliane dalla destra riducono i servizi collettivi e
sono dentro processi di privatizzazione di beni importanti come l’acqua che rendono più pesante la vita delle famiglie.
Uno striscione dei Cobas, esposto sotto l’albero di Falcone, è stato sequestrato dalla polizia e tre insegnanti sono stati fermati. C’era scritto: “La Mafia ringrazia lo Stato per la morte della Scuola!”. Significa che non basta portare a Palermo una nave di studenti che si sono distinti in lavori e ricerche contro la mafia se la scuola che frequentano viene privata di migliaia e migliaia di insegnanti e se viene sfacciatamente favorita la scuola privata confessionale. Ha sbagliato Maria Falcone a criticare i Cobas ed il loro striscione. Si onore assai di più Falcone difendendo la Scuola pubblica e la sua qualità che facendo discorsi impregnati di retorica ai quali non corrisponde la nuova Italia libera dalla mafia che sognavano Falcone, Borsellino, Chinnici,ed i tanti altri servitori dello Stato spietatamente eliminati.
Pietro Ancona
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